Vuoto dentro.

Torno a casa sudato marcio, mi fiondo sotto la doccia, asciugo velocemente i capelli e corro in cucina, apro il frigo, aspettando chissà quale mondo meraviglioso, un po’ come quando i ragazzi aprono l’armadio per entrare nel fantastico mondo di Narnia. Invece, la realtà non è come quella che vediamo sul grande schermo.

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Tutto luccica grazie ad un incandescente lampadina bianca: un finto limone di plastica con dentro finto succo di limone, un paio birre in lattina, due o tre yogurt pronti alla scadenza. La pancia brontola e non mi arrivano più segnali al cervello. Ho bisogno di cibo.

Una volta ho sentito dire: “Vorrei tanto vivere come se fosse dentro di un film: non dovrei preoccuparmi per i miei capelli e per andare in bagno” se cosi fosse, se anch’io potesse vivere come in un film, IO invece… non vorrei preoccuparmi di fare la spesa.

Nella puntata di oggi: Il frigo (eternamente) vuoto.

Oltre al fatto di dover imparare a cucinare, e non sto parlando di fare un uovo sodo, ma di bilanciare un po’ cosa si mangia tutti i giorni (pollo, pesce, carne, verdura, ecc ecc) e oltre al fatto di saper preparare un pranzo o una cena, cioè un primo, un secondo e un dolce, una cosa che forse ci sfugge è che il frigo non si riempie magicamente. Questo non è nuovo! Mica arrivo da un pianeta, dove con un pulsante trovavo tutto già pronto, ma nella condizione di neo-single, una delle tante nuove fatiche è uno dei quattro momenti più importanti della giornata: colazione/pranzo/merenda e cena. E già una di queste fatiche: il pranzo, è in sostanza risolto grazie alla mensa aziendale. Parlando con Denisse, una mia cara amica e collega de lavoro, sul discorso del frigo vuoto è venuto fuori anche il fatto delle porzioni. Poverina!  più che affrontare un discorso, Lei pativa le mie lamentele alle otto del mattino davanti al primo caffè del giorno:

– che faccio con la pasta che mi avanza?

– Perché il latte diventa uno schifo dopo tre giorni?

– Vogliamo parlare di quanto puzzano i formaggi freschi?

– La verdura va a male in pochissimi giorni!

– il sacchetto della valeriana diventa una roba verde appiccicosa!!

Comunque non mi consola, ma mi sentivo meno solo mentre mi confessava che anche Lei si trovava a scegliere tra i mandarini molli da buttare nel cassetto del frigo. Non è solo la frutta… mettiamo che hai una voglia! (Si, anche Noi senza il pancione abbiamo delle voglie!)… un esempio a caso… Scamorza affumicata! Se ti compri una caciotta,  ne mangi uno o due pezzettini e avanza praticamente tutto il resto. Un’possibilità sarebbe comprare una vaschetta con dieci fette, che viene a costare praticamente come una caciotta. Quella che avanza la metto nel freezer. (si può?)

Persino le merendine sono tante. La confezione di Pan Goccioli sono da otto, pero il buon signor Mulino Bianco ne ha aggiunto due gratis… quindi, per lo stesso prezzo, ne abbiamo ben DIECI soffice merendine cioccolatose (son buone, vero?) provate a mangiare una giusto giusto sulla data della scadenza. Sapete? Non sono cosi morbidose!! (lo so, fa schifo, ma in tempi di crisi… non possiamo buttare la roba!). Cosi… ogni tanto, senza troppe spiegazioni qualche collega gode con una soffice merenda (gratis). -Tranquilli! prima della scadenza! Anche se qualcuno meriterebbe una scaduta, ma questo è un altro discorso-.

Tempo fa avevo visto un libro col titolo: Cucina per single o qualcosa del genere, sfogliando online le prime pagine, ho visto qualche ricetta facile facile… non avrei mai immaginato che oggi sarebbe diventato una necessità.

Come dicono qui: “Di necessità, virtù!” Ho trovato il sito di Erica è già con la sua prima ricetta del giorno “L’occhio di bue” e la sua simpatia, ha guadagnato un altro fan.

Oggi come oggi, oltre alle piccole o grandi porzioni/scorte e confezioni, mi vengono i brividi di solo pensare come sarei diventato acido se avessi presso in affitto quelli appartamenti al quarto piano senza ascensore… a proposito… vi ho detto che ho trovato l’appartamento ideale?

Comunque il sito di Erica è questo, assolutamente consigliato!